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Guascogna
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La mwbwGuascogna (in mwcaoccitano mwcqGasconha, mwcgin francese mwcwGascogne, /gasˈkɔɲ/; mwdqin spagnolo mwdgGascuña; mwdwin basco mweaGaskoinia; mweqin catalano mwegGascunya) è una regione storica compresa a cavallo dell'odierno mwewconfine tra Francia e Spagna. Più nel dettaglio, rientra nel territorio dei mwfadipartimenti francesi di mwfqLandes, mwfgGers, mwfwAlti Pirenei e, in parte, di altri dipartimenti delle mwgaregioni della mwgqNuova Aquitania e dell'mwggOccitania, nonché la comarca della mwgwVal d'Aran, a nord della mwhaCatalogna, in mwhqSpagna.

Ribattezzata nel corso della storia come mwhwGallia Aquitania, mwiaNovempopulana, Vasconia e infine Guascogna, scomparve come entità politica autonoma nel 1063, quando dopo la battaglia di La Castelle confluì nel mwiqducato d'Aquitania; tuttavia, il termine Guascogna rimase in uso fino alla mwigRivoluzione francese. mwiwRegione naturale della Francia situata tra mwjaOceano Atlantico, mwjqGaronna e mwjgPirenei, si distingue per la complessa identità culturale dei suoi abitanti, passata dal corrispondere a quella di tribù mwjwaquitane, che si esprimevano in mwkaproto-basco, ai guasconi, che parlavano una lingua romanza, nello specifico appartenente alla famiglia delle mwkqlingue occitano-romanze. Ad oggi molti accademici si interessano all'area linguistica del mwkgdialetto guascone.

Contents

Storia
Simboli
Lingue
Musica
Turismo
Note

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Geografia

Posizione

La Guascogna si trova nel territorio compreso tra la mwmaGaronna e i mwmqPirenei, lambendo a sud la mwmgCatalogna spagnola. La geografia della regione è chiaramente delimitata da confini naturali quali l'mwmwOceano Atlantico, il mwnaconfine spagnolo con l'mwnqestuario della Gironda, a ovest, la mwngGaronna a nord, il suo sub-affluente il Lèze a est e le pendici dei Pirenei a sud. Il Lèze è un affluente dell'mwnwAriège la cui confluenza con la Garonna è vicina a sud di mwoaTolosa.

Lo studioso Serge Brunet ricorda che la foresta di Bouconne, situata sulle colline della riva sinistra della Garonna, ha rappresentato un confine secolare tra guasconi e linguadoca.cite-ref-1[1]

Confini amministrativi

La Guascogna non è una regione amministrativa ma un'area di interesse storico, culturale e linguistico. La divisione del territorio francese ebbe luogo nel 1790, con la creazione dei dipartimenti da parte dell'assemblea costituente.cite-ref-cas408410-2-0[2] La mwraprovincia storica era in passato suddivisa tra le tre regioni della mwrqNuova Aquitania, dell'mwrgOccitania e della Catalogna senza costituirli nella loro interezza. Essa si estende interamente nei mwrwdipartimenti francesi di mwsaLandes, mwsqGers e mwsgAlti Pirenei, ricoprendo in parte i mwswPirenei Atlantici, mwtaGironda, mwtqLot e Garonna, mwtgTarn e Garonna, mwtwAlta Garonna, mwuaAriège e la regione autonoma della valle d'Aran nella Catalogna spagnola.cite-ref-cas408410-2-1[2] L'area d'influenza del mwvqdialetto guascone si estende su parte del territorio dell'antica provincia di mwvgGuienna.

La valle d'Aran, pur appartenendo alla Spagna, fa linguisticamente parte della Guascogna, e come tale beneficia all'interno della Catalogna, dalla quale dipende amministrativamente, di un'autonomia linguistica che rende questa regione guascone l'unica la cui lingua aquitano-romanza e il suo mwwadialetto aranese gode di statuto ufficiale. Le lingue ufficiali della Catalogna sono infatti il catalano, l'"occitano guascone" e lo spagnolo.cite-ref-cas408410-2-2[2]

Geografia fisica

La Guascogna si sviluppa a ovest della mwywbaia di Biscaglia e a sud della zona pedemontana francese dei Pirenei, tra mwzaBéarn e Couserans, e una sezione collinare attraversata da vari corsi d'acqua fino alla Garonna. È su questi versanti che si trova una fetta consistente dei vigneti del Sud-Ovest francese e del mwzqBordeaux.

Per quanto riguarda l'Ariège, affluente orientale della Garonna situato a monte di Tolosa: il limite linguistico della Guascogna si sta gradualmente allontanando (di una trentina di chilometri massimo) verso ovest del corso dell'Ariège fino ai Pirenei, nella regione chiamata Couserans.cite-ref-bec-qsj-3-0[3]

La valle del Garonna, tra Tolosa e mwbaBordeaux, ha funto da crocevia sin dall'antichità, ovvero dall'mwbqEtà del Bronzo.cite-ref-4[4] L'mwcgAdour, secondo fiume dal suo bacino, forma nell'estremo sud-ovest il limite con i mwcwPaesi Baschi, dove sfocia nel golfo di Biscaglia. Le mwdamwdqLandes de Gascogne, incluse le coste comprese in un'ampia foresta di pini mediterranei, si snoda a cavallo di tre dipartimenti (Landes, mwdgGironda, Lot e Garonna). Si tratta perlopiù di una pianura sabbiosa.

Idrografia

I principali corsi d'acqua locali sono i fiumi che discendono dalla piana di Lannemezan, affluenti della Garonna e dell'Adour. Il mwfqBaïse e il suo bacino (il mwfgGélise, l'Osse), uniti al mwfwGers, l'Arrats, la Save e ai rispettivi bacino del Gesse e dell'Adour (il Luy, l'mwgaArros, il mwgqGave de Pau e l'mwggEyre) sono stati parzialmente responsabili delle inondazioni catastrofiche del 1977.

Centri principali

Le città più importanti sono:

• mwhwAuch, la capitale storica
• mwiqBayonne, sia con l'identità basca e guascone
• mwiwBordeaux
• mwjqDax
• mwjwLourdes
• mwkqLuchon
• mwlqPau
• mwlwTarbes

Storia

La regione, originariamente popolata dagli mwmgAquitani, entrò successivamente a far parte del dominio dei mwmwRomani, dei mwnaVisigoti, dei mwnqVasconi giunti dai Pirenei (ai quali essa deve il nome) e infine dei mwngFranchi.

Nell'mwoaAlto Medioevo la Guascogna era un mwoqprincipato nel sud-ovest della mwogGallia.cite-ref-5[5] Il nome di Guascogna iniziò ad essere usato proprio per indicare questo principato (VII secolo-XII secolo), che vide l'apogeo unitario della regione.cite-ref-rmg-6-0[6] Essa scomparve come entità politica nel 1063, quando il mwqwconte di Guascogna mwraBernardo II Tumapaler dovette abbandonare il suo dominio dopo essere stato sconfitto dal duca d'Aquitania mwrqGuglielmo VIII nella battaglia di La Castelle. Dopo il mwrgtrattato di Parigi del 1259, il mwrwducato d'Aquitania prese il nome di ducato di mwsaGuienna, termine che designava allora l'insieme dei possedimenti continentali del re d'Inghilterra.

Con queste diverse denominazioni, la Guascogna emerse come uno Stato indipendente per certi periodi e, fino ad oggi, ha mantenuto la reputazione di essere abitata da un popolo testardo e indipendente. Nonostante questi sviluppi, un'identità guascone culturale e linguistica è riuscita a sopravvivere durante tutto lmwsg'mwswmwtaAncien Régime fino ad oggi.

La preistoria

Il paleontologo mwtwÉdouard Lartet, originario del mwuaGers, descrisse per la prima volta mwuqPliopithecus antiquus e mwuwmwvaDryopithecus fontani, primati fossili del mwvqMiocene e del mwvgPliocene, e mwvwmwwaPelagornis, un uccello preistorico del mwwqGelasiano, a partire da fossili rinvenuti a mwwgSansan (mwwwGers) nell'mwxaAstarac e a mwxqSaint-Gaudens (mwxgAlta Garonna) nel mwxwComminges.

Tracce di occupazione umana del mwzgPaleolitico superiore (mwzwAurignaziano, mw0aGravettiano, mw0qMagdaleniano) nell'attuale territorio della Guascogna sono presenti nelle mw0ggrotte, talvolta ricoperte da pitture rupestri, del mw0wLabourd (Sare) nei mw1aPirenei Atlantici, del Pays d'Orthe (Duruthy) nelle mw1qLandes, delle mw1gQuatre-Vallées (Troubat, Labastide, Noisetier) negli mw1wAlti Pirenei, del mw2aComminges (Aurignac - scavata da Édouard Lartet e dalla quale ha preso nome l'Aurignaziano -, Gargas, Marsoulas, Tarté) nell'Alta Garonna, o del Couserans (Tuc d'Audoubert, mw2qTrois-Frères) nell'mw2gAriège.

Oltre alle tracce di una presenza umana fin dall'mw3aAcheulano (mw3qPaleolitico inferiore) e alla scoperta della mandibola di Montmaurin attestante la presenza di un mw3gneandertaliano antico nelle gole del Seygouade (grotte di Montmaurin), questo sito del Comminges negli Alti Pirenei e quello di mw3wBrassempouy nella mw4aChalosse (Landes), hanno fornito alcune rappresentazioni femminili risalenti al mw4qGravettiano, le mw4gveneri paleolitiche di mw4wLespugue e di Brassempouy. In quest'ultimo sito è stata rinvenuta la mw5aSignora di Brassempouy, nella cui pettinatura molti autori hanno voluto vedere un antesignano del mw5qcapulet, una caratteristica cuffia indossata dalle donne dei Pirenei.cite-ref-rmg-6-1[6]

Il megalite di Guillay nel Tursan (dipartimento delle Landes) e la via della transumanza della mw6wTénarèze che attraversa le due regioni dell'mw7aAquitania e del mw7qMidi-Pirenei, dall'oceano alle montagne, testimoniano l'attività umana nel territorio della Guascogna fin dal mw7gNeolitico.

L'Antichità

L'Aquitania protostorica

Quando i mwar0Romani conquistarono la mwar4Gallia Narbonense, si imbatterono, al di là di mwar8Tolosa, in un popolo a loro sconosciuto, che non era assimilabile né ai mwasaLiguri né ai mwaseCelti. mwasiDiodoro Siculo, che ne fece menzione per la prima volta nel mwasm60 a.C., li identificò come «mwasqCeltiberi»cite-ref-rmg-6-2[6]. Furono chiamati «mwaskAquitani», ma lo stesso mwasoCesare ammise che avevano molte analogie con gli mwassIberi a sud dei mwaswPirenei, e il loro nome, come riferisce mwas0Plinio il Vecchio, fu dato alla regione che abitavano.cite-ref-rmg-6-3[6]. Antropologi e linguisti riconoscono ormai in questi popoli, distinti dai mwatiGalli, il carattere di popolazioni mwatmprotobasche, aventi affinità etniche e linguistiche con i mwatqVasconi.

Al momento in cui i romani giunsero nella regione, il territorio dell'Aquitania era abitato da una trentina di tribù demograficamente disuguali, tra cui si possono annoverare i mwatybigerrioni, i mwatctarbelli, i mwatgtarusati, i mwatksoziati, i mwatolactorati, gli mwatselusati, gli mwatwausci, i mwat0vasati, i mwat4garonni e i mwat8cocosati.

L'Aquitania di Cesare

Semplici spettatori della mwauiconquista della Gallia da parte dei Romani, gli Aquitani ne furono coinvolti in prima persona nel mwaum56 a.C. quando mwauqCesare inaricò mwauuPublio Crasso di sottomettere l'Aquitania. Inizialmente venne preso d'assedio lmwauy'mwaucmwaugoppidum di mwaukSos, dove i mwauoSoziati e il loro capo Adiatuano furono sconfitti. Crasso proseguì quindi il mwaussuo compito, che terminò piuttosto rapidamente sull'mwauwAdour, nonostante l'aiuto dei mwau0Cantabri che avevano combattuto nella mwau4guerra sertoriana contro mwau8Pompeo, dove il mwavalegato Lucio Valerio Preconio e il mwaveproconsole Lucio Manlio erano stati sconfitti.cite-ref-rmg-6-4[6]cite-ref-7[7] Dopo la conquista romana, giunsero nella regione i Biturigi Vivisci, mwavoCelti deportati dai Romani nel Bordelais, sulla riva sinistra della mwavsGaronna e residenti, secondo mwavwStrabone, nel territorio dell'Aquitania, senza pagare tributi.cite-ref-rmg-6-5[6]

Nel mwawi51 a.C., Cesare stesso si recò in Aquitania con lo scopo di «pacificare» la regione con l'appoggio di due mwawmlegioni e la cattura di ostaggi tra i turbolenti popoli aquitani che non erano ancora stati sottomessi completamente da Publio Crasso.cite-ref-rmg-6-6[6]cite-ref-8[8]

L'Aquitania di Augusto

Le vittorie di Cesare non impedirono agli Aquitani di ricostituire la loro unità e le loro forze, alle quali si oppose ancora mwayaAgrippa, inviato da mwayeOttaviano nel 38 a.C. Nel 27 a.C., mwayiAugusto riorganizzò l'amministrazione della Gallia ristabilendo la Narbonense e dividendo il resto della Gallia in tre province: l'mwaymAquitania, estesa dai Pirenei e dall'oceano Atlantico alla mwayqLoira, la mwayuLugdunense, che comprendeva l'mwayyArmorica, e la mwaycBelgica. Mescolandoli nello stesso territorio con i popoli celtici installati al di là della mwaygGaronna, usando i Biturgi Vivisci e i mwaykNitiobrogi come intermediari, Augusto indebolì l'unità degli Aquitani e soffocò il loro spirito di ribellione. Concedendo il mwayodiritto latino ad alcuni di essi (mwaysAusci, Conveni) e trasformando le loro città in colonie romane (le antiche mwaywmway0Elimberrum e mway4Aquae Tarbellicae divennero rispettivamente mway8mwazaAugusta Auscorum e mwazeAquae Augustae), consolidò la sua politica di assimilazione.cite-ref-rmg-6-7[6]

La Novempopulana di Diocleziano

Fu solo nel III secolo che i popoli dell'Aquitania ottennero la separazione dal resto della mwazkGallia Aquitania. L'iscrizione su una stele nella chiesa di mwazoHasparren indica che furono nove i popoli che si separarono dai Galli. Essi andarono a costituire la mwazsNovempopulana, con capitale mwazwEauze. Il resto dell'Aquitania venne diviso in due parti: l'mwaz0Aquitania seconda, con capitale mwaz4Bordeaux, e l'mwaz8Aquitania prima, con capitale mwaaaBourges.

La Novempopulana comprenderà in seguito dodici popoli, ma manterrà comunque il suo nome. Nel 297, mwaaiDiocleziano divise la Gallia in 120 città ripartite in 17 province. Le nove città che costituivano la Novempopulana erano: le città degli mwaamElusati (Eauze), degli Aquensi o Tarbelli (Aqs, l'odierna mwaaqDax), dei mwaauLactorati (mwaayLectoure), dei Conveni (mwaacSaint-Bertrand-de-Comminges), dei Consoranni (mwaagSaint-Lizier), dei Boiati (mwaakLa Teste-de-Buch), dei Benearnensi (mwaaoLescar), degli mwaasAturensi (mwaawAire), dei mwaa0Vasati (mwaa4Bazas), la mwaa8civitas di Turba (nei pressi di mwabaTarbes, tra i mwabeBigerrioni), la città degli Ilurensi (Oloron) e la città degli mwabiAusci (mwabmAuch).

Queste popolazioni presero in prestito molte cose dai vincitori romani, in particolare la loro lingua. Finirono per adottare il mwabulatino, ma deformandolo in funzione della loro lingua d'origine, dando così vita a una nuova lingua: il mwabyguascone. A partire dalle città, il latino iniziò a diffondersi anche nelle campagne. Solo le popolazioni delle valli dei Pirenei sfuggirono al contagio, e i loro discendenti parlano ancora la loro lingua d'origine: il mwabcbasco. L'amministrazione romana assicurò l'ordine e la pace in Novempopulana per circa due secoli. Poi, il declino dell'impero romano fece precipitare la situazione anche in Gallia, preparando così il terreno alle invasioni barbariche.

I «barbari»

I mwaboVandali, gli mwabsAlani e i mwabwSuebi, spinti verso ovest dagli mwab0Unni, attraversarono la frontiera del mwab4Reno negli ultimi giorni del 406. Giunsero in Novempopulana nel 409, ma, dopo averla saccheggiata, passarono oltre e si stabilirono in Spagna. Ad essi seguirono i Visigoti.

Nel 412, il re mwacavisigoto mwaceAtaulfo, successore di mwaciAlarico I, ottenne dall'imperatore romano mwacmOnorio, in cambio dei suoi servigi, il permesso di stabilirsi in terra gallica (cfr. mwacqGiordane). Ataulfo venne assassinato a mwacuBarcellona nel settembre 415 e fu sostituito da mwacyVallia, che regnò dal 415 al 418. Quest'ultimo, dopo aver negoziato con l'imperatore Onorio, ottenne il dominio dell'Aquitania seconda e delle città vicine. Il nuovo regno visigoto, che aveva Tolosa come capitale, comprendeva mwaccPoitiers, mwacgAngoulême, mwackSaintes, mwacoPérigueux, Bordeaux e la Novempopulana.

Sembra che i re visigoti abbiano capito che era meglio risparmiare le popolazioni indigene, che chiamavano «i Romani». Nacque così l'organizzazione visigota e, senza le discordie religiose, sarebbe andato tutto perfetto tra Goti e «Romani». Chiamato dai vescovi di Novempopulana, mwacwClodoveo venne in soccorso delle popolazioni. Nel 507, i mwac0Franchi sconfissero mwac4Alarico II, re dei Visigoti, nella mwac8battaglia di Vouillé. I Goti mantennero solo la mwadaGallia Narbonense e la Novempopulana passò sotto il controllo dei Franchi.

Il Medioevo

I Franchi

Il VI secolo fu un lungo susseguirsi di una serie di guerre civili, devastazioni da parte di bande armate, rivolte e brigantaggio. Un vano tentativo di mettersi sotto la protezione di un re illegittimo mwadqmerovingio, mwaduGundovaldo, ebbe termine nel 586 dopo l'assedio di mwadyLugdunum Convenarum, l'attuale comune di mwadcSaint-Bertrand-de-Comminges nell'Alta Garonna. Nel VII secolo la dominazione franca, sotto la pressione, a quanto pare, di fenomeni sociali attuati silenziosamente, ebbe termine.

La Vasconia

I mwaeiWasconi, detti anche mwaemGuasconi o Vasconi, si ribellarono più volte ai Merovingi. I due figli di mwaeqChildeberto II, mwaeuTeodeberto II, re d'mwaeyAustrasia, e mwaecTeodorico II, re di mwaegBurgundia, li sconfissero e imposero loro un duca, Geniale.

L'autorità di Geniale, come quella del suo successore Aighinano, condottiero mwaeosassone, fu più o meno efficace, in quanto sembra che nel 626 i Vasconi si siano ritirati dalla regione a seguito di una rivolta. In effetti, erano già indipendenti alla morte di mwaesClotario II nel mwaew629, quando suo figlio mwae0Cariberto II ricevette, a seguito della divisione del regno, il «regno di Tolosa». La Vasconia faceva certamente parte del regno che il fratellastro maggiore mwae4Dagoberto I aveva creato per lui, ma dovette conquistarla. La conquista era appena terminata quando Cariberto II morì, presto seguito nella tomba dal suo figlio e successore, Chilperico, morto all'età di sei mesi. Cariberto II aveva tuttavia anche due figlie: Fligberta, che andò in sposa a Bertrando di Bordeaux, e Oda, madre di mwae8Lupo I che riuscì a recuperare l'eredità del nonno materno.

Dagoberto, divenuto padrone unico della Vasconia, dovette fronteggiare nel mwafe635 una rivolta dei Vasconi che, sconfitti, gli giurarono fedeltà. I mwafire fannulloni che gli succedettero prestarono poca attenzione alla Vasconia, che, assieme all'Aquitania, riconquistò gradualmente la sua autonomia. La potenza franca, troppo impegnata a combattere contro l'Austrasia, poi contro i mwafmGermani, permise che si stabilisse un nuovo ordine.

Tra il 660 e il 670, in seguito all'alleanza tra mwafuAquitania e Vasconi, riapparve, pur con un altro nome, il regno di Tolosa, che ebbe come capo mwafyFelice, mwafcpatrizio di Tolosa. Gli successe mwafgLupo I, incoronato duca d'Aquitania e di mwafkWasconia nel 672. Quest'ultimo, figlio di Boggio di Comminges (figlio di Oddone di Comminges, a sua volta figlio di Bertrando di Bordeaux, vescovo-conte di Bordeaux) e di Oda d'Aquitania (figlia di Cariberto II e di Gisella di Saint-Amand d'Elnone), morì nel 710.

Il suo successore, mwafsOddone d'Aquitania, alias Yon re di Vasconia, padre di mwafwHunaldo I detto Huon di Bordeaux, era senza dubbio figlio di Lupo I. Il suo avvento coincise con l'arrivo degli Arabi in Spagna. Oddone fermò l'invasione araba a Tolosa il 9 giugno 721: fu la prima battuta d'arresto a tale invasione in Occidente. Oddone venne per questo dichiarato «eroe salvatore della Cristianità» da papa Gregorio II (nel mwaf0Liber Pontificalis). Tale vittoria servì a contenere l'invasione araba fino al 731, quando mwaf4Carlo Martello attaccherà da nord depistato dalle voci diffuse dai Saraceni di mwaf8Abd al-Rahman. Oddone abbandonò quindi la difesa del sud per dare sostegno all'attacco di Martello. Gli Arabi ne approfittarono per distruggere, con una rapida incursione, Bordeaux (732) e sferrare un assalto a Poitiers. Grazie al sacrificio dell'esercito vascone di Oddone (e alla battaglia di Brioude che fermò i rinforzi arabi), Abd al-Rahman giunse a Poitiers in uno stato deplorevole e Martello dovette solo dargli il colpo di grazia (25 ottobre 732) e raccogliere così la facile gloria di salvatore della Cristianità (e della Francia) che tuttavia mise quasi in pericolo mortale con la sua condotta sconsiderata (cfr. la lettera 740 di papa Gregorio III). Ma l'alleanza con mwagaCarlo Martello permise di sconfiggere gli invasori nella mwagebattaglia di Poitiers e di respingerli in Spagna.

Oddone d'Aquitania morì nel 735. Ebbe, a quanto pare, cinque figli: una femmina, Lampegia,cite-ref-9[9] e quattro figli: il maggiore, mwagcHunaldo I, primo duca d'Aquitania e di Vasconia, morto a Pavia nel 774, mwaggLupo II, mwagkduca di Vasconia dal 769 al 778, Remistano, marchese del Limosino e decapitato per ordine di mwagoPipino il Breve,cite-ref-10[10] del quale la storia ha conservato solo poche tracce, e mwag8Attone, morto dopo essere stato accecato per ordine del fratello Hunaldo I,cite-ref-11[11] conte di Poitiers e, a quanto pare, signore del Poitou.

Quando morì, nel 735, le sue spoglie furono sepolte nel monastero dell'mwahuisola di Ré, da lui fondato, e gli successe mwahyHunaldo I, che si rifiutò di prestare giuramento di fedeltà a mwahcCarlo Martello. Ne seguì una lunga lotta che costringerà Hunaldo ad abdicare nel 745. Rimarrà molti anni a Roma per perorare la causa degli Aquitani, ma i pontefici avevano già scelto di appoggiare i Pipinidi, potenza di tutto l'Occidente, a svantaggio dei Merovingi d'Aquitania, semplice potenza locale. Suo figlio mwahgWaifer (detto Guaiferio) prese il testimone, ma fu tradito e assassinato nel mwahk768, quando era in procinto di arrendersi a Pipino il Breve. Pipino, consacrato re dei Franchi nel 751, suddivise la Vasconia in ducato d'Aquitania (tra la Loira e la Garonna) e ducato di Vasconia (a sud della Garonna).

L'Aquitania tornò sotto il dominio dei Franchi e i Vasconi elessero come duca Lupo II, figlio di Oddone, che allora aveva circa 53 anni. mwah8Hunaldo II, figlio di mwaiaWaifer, aveva cercato di sollevare l'Aquitania contro Carlo Magno, e Lupo II, che gli aveva dato rifugio nel 769, fu obbligato da mwaieCarlo Magno a consegnargli il fuggiasco per evitare che la Vasconia venisse invasa. Il re di mwaiiAquisgrana divenne così signore dell'Aquitania e della Vasconia, o almeno così credeva, poiché fu proprio in questo periodo, nel 778, che avvenne l'episodio di mwaimRoncisvalle, dove la retroguardia del suo esercito, che aveva distrutto le mura di mwaiqPamplona (Iruñea) - lasciando così la città in balia dei Mori -, fu decimata dai Vasconi.

Il regno d'Aquitania

Nel 781, Carlo Magno incoronò il suo terzo figlio, mwaicLudovico, allora di tre anni, mwaigre d'Aquitania. Questo nuovo stato, il regno d'Aquitania, comprendeva, oltre all'Aquitania propriamente detta, anche il ducato di Vasconia, e aveva Tolosa come capitale. La sua amministrazione venne affidata a mwaikGuglielmo, mwaioconte di Tolosa e mwaisduca d'Aquitania.

I Vasconi avevano innalzato al potere, dopo la morte di Lupo II, uno dei suoi figli, mwai0Sancho I Lopez, che riconobbe la sovranità di Carlo Magno e prese parte, contro la sua volontà ma fedele al vincolo di lealtà che lo legava a quest'ultimo, alla spedizione organizzata dal re d'Aquitania contro Barcellona nell'801. Tuttavia questo riconoscimento fu di breve durata, perché nell'802 Pamplona aveva giurato fedeltà all'emiro di Cordova. In ogni caso, nell'812, dopo una rivolta vascone contro i Franchi guidata da mwai4Semen I Lopez, fratello maggiore di Sancho I Lopez che ne aveva preso il posto alla morte, una nuova spedizione guidata da Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, arrivò fino a Pamplona passando per mwai8Dax per consolidare la sua vacillante autorità. Ludovico stavolta, per non ripetere la mwajadisfatta del 778, prese la precauzione, al ritorno da mwajeRoncisvalle, di prendere in ostaggio donne e bambini vasconi che non liberò fino a quando non giunse in una zona sicura dove il suo esercito non correva più il rischio di imboscate.

Alla morte di Carlo Magno, Ludovico il Pio divenne imperatore e associò i suoi figli al governo. Nell'mwajm817, donò a Pipino I d'Aquitania la Vasconia, la mwajqmarca di Tolosa e parte della mwajuSettimania e della Borgogna. Nel frattempo, nel ducato di Vasconia, mwajyGarcía Jiménez, il figlio maggiore di Semen Lopez, era succeduto al padre, morto nell'816. Ma García Jiménez morì nell'818 e fu sostituito, a sua volta, da un cugino di primo grado, mwajcLupo III. Nell'819, quest'ultimo fu privato delle sue proprietà da Pipino I, che lo bandì dai suoi possedimenti. Tuttavia, per conciliarsi i Vasconi, dette loro per capo mwajgAznar Sánchez, figlio di Sancho, che lo aiutò a reprimere le rivolte vasconi. Era l'epoca della contea di Vasconia, che verrà elevata a ducato di Vasconia nell'mwajk852.

Alla morte di Aznar Sánchez nell'836, questa contea, poi ducato, di Vasconia tornò al fratello mwajsSancho II Sánchez, sostituito alla morte, intorno all'mwajw855, dal nipote mwaj0Arnoldo, figlio di sua sorella Sancha e di Emenone, conte di Poitiers, poi di Angoulême. Arnoldo morì nell'864 e da allora la successione dei duchi guasconi non è affatto chiara. Una leggenda afferma che nell'864 i Guasconi nominarono come conte mwaj4Sancho II «Mitarra», nipote di mwaj8García I Jiménez. Questo Sancho II «Mitarra» (o «Menditarra») sarebbe il capostipite dei futuri duchi e conti di Guascogna che si succedettero fino al mwaka1032, data della morte dell'ultimo principe di questa famiglia.

I duchi e i conti di Guascogna

La cronologia difficile da districare dei mwakkduchi e dei conti di Guascogna diventa un po' più chiara a partire da mwakoSancho Mittara. Suo figlio mwaksGarcia Sánchez, detto mwakwlo Zoppo, gli successe come padrone della Guascogna prima dell'893. Ebbe tre figli: Sancho Garcés, che gli succederà verso il 930 alla guida di un ducato mutilato a causa dell'operato dei fratelli, Guglielmo Garcés, capostipite dei conti di Fezensac e mwak0d'Armagnac, e Arnoldo Garcés, capostipite dei conti d'Astarac. Pare che Sancho Garcés abbia avuto almeno tre figli: Sancho, Guglielmo e Gombaud.

A Sancho Sánchez, morto senza lasciare figli, successe intorno al 961 il fratello mwak8Guglielmo Sánchez, divenuto famoso per la sua vittoria sui mwalaVichinghi,cite-ref-12[12] che regnò sulla Guascogna almeno fino al 996. Ebbe, dalla moglie mwaluUrraca, figlia di mwalyGarcía Sánchez, re di mwalcPamplona, cinque figli: mwalgBernardo Guglielmo, Sancho Guglielmo, Brisca, moglie di mwalkGuglielmo V di Aquitania, mwaloconte di Poitiers e mwalsduca d'Aquitania, Garsenda, moglie di un gran signore di Borgogna, e Toda, moglie di Bernardo I, conte di mwalwBesalú.

mwal4Bernardo Guglielmo, duca di Guascogna e conte di Bordeaux, morì il 25 dicembre mwal81009 senza lasciare discendenti e il potere passò al fratello mwamaSancho Guglielmo, che governò fino alla morte, avvenuta il 4 ottobre 1032. Suo nipote, Oddone di Poitiers, ereditò il ducato di Guascogna e poi la contea di Bordeaux. Morì nel mwame1039 e fu riconosciuto conte di Guascogna mwamiBernardo, detto mwammTupamaler, mwamqconte d'Armagnac.

Bernardo era, infatti, il nipote di Brisca di Guascogna ed era quindi il discendente più diretto di Guglielmo Sánchez. Ma il fratello di Oddone, Guido Goffredo o mwamyGuglielmo VIII, duca d'Aquitania, contestò tale scelta, essendo divenuto conte di Bordeaux intorno al 1044. Dopo molte peripezie, i Poitevini riuscirono a sconfiggere Bernardo nella battaglia della Castelle nel 1063. A Guido Goffredo, meglio conosciuto con il nome di Guglielmo VIII d'Aquitania, successe mwamcGuglielmo IX, il famoso trovatore, quindi mwamgGuglielmo X di Aquitania, che morì nel 1137 lasciando la corona d'Aquitania alla figlia mwamkEleonora.

Nel 1152, a seguito del matrimonio di Eleonora con mwamsEnrico II Plantageneto, conte d'mwamwAngiò e duca di mwam0Normandia, il ducato d'Aquitania e quello di Guascogna andarono a confluire nell'impero mwam4plantageneto, che comprendeva l'mwam8Inghilterra, la mwanaNormandia e l'mwaneAngiò-mwaniMaine-mwanmTurenna. La storia della Guascogna come territorio politico unito e indipendente termina qui, ma non la storia della Guascogna medievale.

Visconti e conti nella Guascogna medievale

La Guascogna di mwanySancho II Sánchez di Vasconia conobbe una serie di divisioni territoriali tra i discendenti del Gobbo e la creazione di un mosaico di feudi. I loro detentori, inizialmente vassalli del duca di Guascogna, sfruttarono la situazione creata dalle circostanze (come il passaggio del ducato nelle mani dei conti di Poitou) o da successive alleanze.

Il mwangvisconte era una nuova istituzione dell'epoca carolingia: la parola è presente nei documenti a partire dal IX secolo.cite-ref-hd-13-0[13] In Guascogna, verso la fine del X secolo e l'inizio dell'XI, apparvero diverse viscontee,cite-ref-hd-13-1[13] le più importanti delle quali erano quelle di mwaoeDax, mwaoiTartas, mwaomMaremne, mwaoqLabourd, mwaouBéarn, mwaoyOloron, mwaocMarsan e Gabardan. La loro durata sarà più o meno lunga, a seconda delle ulteriori fusioni, come quella tra le viscontee di Oloron e Béarn (a seguito di un matrimonio) a metà dell'XI secolo.

In seno al ducato di Guascogna si formarono anche le contee di Bigorre e di Fezensac (mwaokIX secolo) e quelle di mwaooArmagnac e di mwaosComminges (mwaowX secolo).

Si potrebbe quindi affermare che in Guascogna, soprattutto dopo il periodo dei duchi, ogni signore (conte, visconte) conducesse una politica autonoma. La principale divisione sarà, durante la mwao4guerra dei cent'anni, quella che vedrà contrapposte una Gascogna occidentale, situata intorno a Bordeaux, Dax e mwao8Bayonne, unita all'Inghilterra (fino al 1451/1453), e una Gascogna orientale situata intorno alle contee d'Armagnac e di Bigorre e ai territori di Foix e Béarn, che saranno filofrancesi. Al contrario, il conte di Foix e signore di Béarn mwapaGastone III di Foix, detto Febo, rivendicherà la neutralità e la sovranità sul Béarncite-ref-14[14] (XIV secolo). Nella guerra dei cent'anni, la Guascogna è stata protagonista di una mwapucampagna militare che ha visto trionfare gli inglesi, provocando ingenti danni ai francesi.

L'età moderna

Il ducato di Guienna e Guascogna

In questo periodo (XVI-XVIII secolo), il territorio della Guascogna fu incluso nella mwapkprovincia che divenne il mwapoducato d'Aquitania, anche chiamato ducato di Guienna e Gascogna nel 1789. Le mwapsgeneralità (di Auch e di Pau, per quanto riguarda la Guascogna) furono delle circoscrizioni amministrative reali il cui ruolo si rafforzò tra il XVI e il XVIII secolo. Scomparvero durante la mwapwrivoluzione francese, per essere sostituite nel 1790 dai mwap0dipartimenti.

A livello ecclesiastico l'mwap8arcivescovato di Auch, composto (all'origine) da una dozzina di diocesicite-ref-15[15] delle città (mwaqqmwaqucivitas) del mwaqyTardo impero romano, è sopravvissuto fino al mwaqc2002. Tuttavia i confini di queste diocesi vengono ancora utilizzati per tracciare i confini delle città di mwaqgNovempopulana.

La parte guascone del ducato di Guienna e Guascogna, alla vigilia della rivoluzione, era costituita dalle seguenti mwaqocontee, mwaqsviscontee e mwaqwsignorie: la mwaq0contea d'Armagnac con l'Eauzan, il Basso Armagnac, la viscontea di Rivière-Basse, la viscontea di mwaq4Vic-Fezensac, l'Alto Armagnac e la viscontea del Fézensaguet; la contea d'mwaq8Astarac con la viscontea del mwaraMagnoac; la contea di Lomagne; la contea de mwareL'Isle-Jourdain; la viscontea del Brulhois; le mwarienclaves guasconi della giurisdizione di Rivière-Verdun.

Fine dell ' Ancien Régime

Le mwar0lettere patenti reali pubblicate il 4 marzo 1790, in seguito ai decreti adottati dall'mwar4Assemblea nazionale il 15 gennaio e il 16 e 26 febbraio, «dopo aver ascoltato i deputati di tutte le province», che ordinarono la divisione della mwar8Francia in ottantatré dipartimenti, elencano le mwasaantiche «province» che avrebbero dato vita a queste circoscrizioni di nuovo genere agli albori dell'era contemporanea.cite-ref-lp-16-0[16]

Tuttavia, l'ordinanza precisava che la divisione valeva solamente per l'esercizio del potere amministrativo; fino a nuova comunicazione, per la riscossione dei tributi e il potere giudiziario erano sempre valide le antiche suddivisioni. L'elenco riguardava quindi non le «mwasyprovince» (governamenti militari), che erano trentadue, né le mwascdiocesi o le giurisdizioni dei mwasgparlamenti, ma le circoscrizioni fiscali o quelle dei mwaskpaesi di mwasoconsuetudine (mwassbaliati e siniscalcati).cite-ref-lp-16-1[16]cite-ref-17[17]

Per quanto riguarda il territorio delimitato nel XVIII secolo dai geografi mwatuGuillaume Delisle e Gilles Robert de Vaugondy o dallo storico Jean-Joseph Expillycite-ref-18[18] come «provincia» di Guascogna,cite-ref-jje-19-0[19] corrispondente ai dipartimenti del mwat4Gers, delle mwat8Landes, degli mwauaAlti Pirenei e parte dei mwauePirenei Atlantici, della mwauiGironda, di mwaumLot e Garonna, di mwauqTarn e Garonna, dell'mwauuAlta Garonna e dell'mwauyAriège, le circoscrizioni citate in questo elenco sono i seguenti: Bordelois, mwaucBazadois, mwaugAgénois, Condomois, Armagnac, mwaukChalosse, Pays de Marsan e mwauoLandes che costituiranno quattro dipartimenti, mwausPaese basco e mwauwBéarn, un dipartimento, mwau0Bigorre e mwau4Quatre-Vallées, un dipartimento, Couserans e mwau8Foix, un dipartimento, mwavaLinguadoca, mwaveComminges, Nébouzan e Rivière-Verdun, sette dipartimenti.cite-ref-lp-16-2[16]

Tra i territori citati, il Bordelais, il mwavcBazadais e l'mwavgAgenais erano condivisi con l'antica provincia di mwavkGuienna, la mwavoLinguadoca, la mwavsContea di Foix e il mwavwBéarn sono fuori dalla Gascogna e solo la mwav0Soule e il mwav4Labourd tra i mwav8«Baschi» sono in Guascogna, alla quale Jean-Joseph Expilly aggiunge anche il Tursan e una parte dell'Albret.cite-ref-jje-19-1[19] Non si tratta dunque della Guascogna propriamente detta, la quale, all'interno del governamento militare di Guienna e Guascogna, non era una realtà amministrativa a sé, cioè quella che viene presa in considerazione in questo articolo, ma delle «province» che la costituiscono e che talvolta si trovano a cavallo di altri territori.

L'età contemporanea

Stato centralizzato

Per tutto il XIX secolo e la prima metà del Novecento (e anche oltre) il potere politico in Francia si è basato su uno mwawcStato centralizzato riflesso in ogni dipartimento da un mwawgprefetto e da sottoprefetti, rappresentanti dello Stato centrale e nominati dal governo.

Alcuni regionalisti (federalisti, provincialisti) avevano già avanzato le idee di un maggiore decentramento o di un riconoscimento regionale. Venne quindi creata, nel 1917, unmwawo'mwawsassociation régionaliste du Béarn, du Pays basque et des contrées de l'Adour.

Creazione delle regioni amministrative

Nella seconda metà del XX secolo, crebbe l'idea che fosse necessario avere un riconoscimento regionale di livello superiore a quello del dipartimento, e vennero prima create delle prefetture regionali (1941) e delle regioni amministrative (senza elezioni) dai contorni alquanto variabili.

È dagli anni '80 che le leggi sul decentramento hanno dotato di un consiglio eletto, e di poteri effettivi, 22 regioni della mwaw8Francia metropolitana. A seguito di queste leggi, i dipartimenti (in tutto o in parte) di Gascogna sono ripartiti tra due mwaxaregioni francesi, dei quali costituiscono solo una parte. Da allora, la mwaxeregione naturale e antica provincia di Guascogna è stata suddivisa nel 1982 tra le regioni dell'mwaxiAquitania e del mwaxmMidi-Pirenei e dal 2015 (per fusione delle regioni) la prima è andata a comprendere territori più a nord (mwaxqNuova Aquitania) e la seconda più a est (mwaxuOccitania).

Eredità moderna

A differenza del nome di altre province come la mwaxwBretagna o la mwax0Normandia, il nome Guascogna scomparve a livello amministrativo e non fu ripreso per designare nessuno dei dipartimenti o regioni della Francia. Tuttavia, è riapparso negli ultimi anni per motivazioni turistiche al fine di richiamare le sue antiche origini nel dipartimento di Gers. Si rintraccia pure nella lunga serie di nomi delle nuove mwax4strutture intercomunali.cite-ref-cas420430-20-0[20]

Il nome ha anche una risonanza storica nei cadetti della Guascogna, nell'mwayqEscadron de chasse 1/4 Gascogne, nel transatlantico mwayuLa Gascogne o nella mwayyDelahaye tipo 135 mwaycDubos "Gascogne". La sua influenza è rinvenibile in ambito geografico nel nome del mwaygGolfo di Biscaglia, delle mwaykLandes de Gascogne o del parco naturale regionale delle Landes e di Guascogna, ma si trova anche a mwayoParigi, se si pensa alla mwayssquare de la Gascogne.cite-ref-cas420430-20-1[20] In ambito industriale, è utilizzato per designare aziende situate nella regione come le Gascogne Papier del Groupe Gascogne o la società di distribuzione Guyenne et Gascogne, oppure ancora tipologie di vini quali la costa di Guascogna o il mwazafloc di Guascogna. Associazioni culturali come il Cercle de Gascogne o sportive come l'Entente Sud Gascogne hanno scelto di seguire il medesimo iter, ma esistono anche film e stazioni radio in cui è individuabile il toponimo della regione: è il caso della pellicola mwazeLe Fils de Gascogne e della stazione di mwaziRadio France detta France Bleu Gascogne. Persino la biologia e la zoologia non vengono tralasciate se si pensa alla mwazmOphrys vasconica, una specie di orchidea, e alle quattro razze canine del grand bleu de Gascogne, del mwazqbasset bleu de Gascogne, del petit bleu de Gascogne, il mwazugriffon bleu de Gascogne, il mwazybracco francese tipo Gascogne, il maiale guascone e il gallo guascone.cite-ref-cas420430-20-2[20]

Un'ulteriore traccia ereditaria si rintraccia nella mwazwlingua italiana, ovvero quando si fa riferimento agli abitanti della Guascogna con l'espressione "fare il guascone". Con tale affermazione si indica un uomo millantatore, spaccone e spericolato (per la nomea di spacconi, anche simpaticamente avventati, che i guasconi hanno in Francia).cite-ref-21[21]

Toponimo

Il termine francese mwa0mGascogne ha un'origine che èpossibile datare: il toponimo Guascogna si deve al basso latino mwa0qGuasconia, Wasconia, un nome menzionato per la prima volta dai mwa0uVisigoti, a sua volta derivato dalla designazione del popolo dei mwa0ymwa0cVasconi.cite-ref-rmg-6-8[6] Il cambiamento dall'iniziale [v] a [w], poi cambiato in [gʷ] e poi [g], riflette un'influenza germanica sulla consonante iniziale.

Un testo realizzato dall'Anonimo di Ravenna (geografo del VII secolo), una copia della quale risale alla fine del XIII secolo, contiene per la prima volta, in forma scritta, la parola "Gasconia" con la "g". La "Gasconia o Guascogna" è subentrata più tardi al posto di "Wasconia" in riferimento alla Vasconia citeriore (ovvero la sezione della Vasconia a nord dei mwa04Pirenei), che si mwa08romanizzò in seguito dando vita a un proprio idioma, il mwa1aguascone, diffusosi da mwa1eSaint-Sever alla mwa1iGaronna.cite-ref-rus27-22-0[22]

In senso stretto, i mwa1gVasconi menzionati dall'antico geografo mwa1kStrabone nel libro terzo della sua mwa1omwa1sGeografia erano perlopiù una potente tribù di lingua mwa1wproto-basca o mwa10aquitana, concentrati nei tempi antichi a sud dei Pirenei, nell'attuale mwa14Navarra e mwa18Aragona, ma legami culturali, politici e commerciali esistevano di certo con il nord, cioè nella Guascogna propriamente detta.cite-ref-rus27-22-1[22] Tali contatti si intensificarono fino a generare una sorta di mwa2qmwa2ukoinè euskariana (ovvero né mwa2yceltica né mwa2ciberica) esistente su quelle che sono oggi le mwa2gterre basche, la mwa2kNavarra, la Guascogna, la valle di mwa2oAran e parte dell'mwa2sAragona.cite-ref-peillen-23-0[23] Il retroterra linguistico comune ha lasciato la sua impronta sul latino veicolare comune in casi come il passaggio dalla [f] latina di termini quali mwa3afarina, mwa3efagus, etc., nella [h], amuicina. Il passaggio iniziale dalla [f] latina alla [h], poi mutata in [ø] nel mwa3icastigliano (mwa3mharina, mwa3qhaya) e in guascone (mwa3uhari(n)a, mwa3yhao), mentre è sopravvissuta sotto forma di [f] in mwa3cportoghese, mwa3gcatalano e linguadoca. L'etnonimo mwa3kVascon si legherebbe alla radice pre-indoeuropea mwa3o*eusk- / *ausk- (presente pure nel nome della tribù aquitana degli mwa3smwa3wAuscii). Inoltre, la stessa etimologia è alla base dei termini mwa30Vascon, mwa34Basque e mwa38Gascon.cite-ref-rus27-22-2[22]

La vicinanza della Guascogna alla terra basca ha portato alcuni insediamenti a conoscere entrambi i rispettivi idiomi.cite-ref-24[24] Inoltre, esistono alcuni comuni vicini al mwa40Béarn (Arancou, Bergouey-Viellenave, Gestas...), così come mwa44La Bastide-Clairence, che rappresentano delle enclave guasconi in territorio bascofono. È possibile che la parola Guascogna possa anche aver designato, nella sua forma latina mwa48Gasconia, il mwa5apaese basco (mwa5eWasconia).cite-ref-25[25]

Toponomastica

La toponomastica della Guascogna assorbe inevitabilmente le tracce della sua evoluzione linguistica: lo strato celto-romano, che integrò e modificò le antiche designazioni esclusivamente celtiche, si mescolò al forte sostrato aquitano, responsabile dell'assegnazione di suffissi (su tutti mwa5g-osse, come in mwa5kBiscarosse), tratti fonetici atavici (mwa5oar-, mwa5s-eth), ecc.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

Di seguito sono riportate alcune città e la versione originale dei loro nomi in guascone (con indicazioni per la pronuncia, in A.P.I.):cite-ref-28[nota 1]

• mwa6sAuch, arcidiocesi, sua storica capitale religiosa: mwa6wAux /awʃ/
• mwa64Bagnères-de-Bigorre: mwa68Banhèras /baɲèras/
• mwa7eBayonne: mwa7iBaiona /bajunë/
• mwa7qBazas: mwa7uBasats
• mwa7cBordeaux: mwa7gBordèu /burdèw/
• mwa7oCondom: mwa7sCondom
• mwa70Dax: mwa74Dacs
• mwa8aEauze: mwa8eEusa /èwzo/
• mwa8mLa Teste-de-Buch: mwa8qLa Testa /la tèstë/
• mwa8yLangon: mwa8cLengon /lengun/
• mwa8kLectoure: mwa8oLeitora
• mwa8wL'Isle-Jourdain: mwa80L'Isla de Baix
• mwa88Lourdes: mwa9aLorda
• mwa9iMarmande: mwa9mMarmanda
• mwa9uMirande: mwa9yMiranda
• mwa9gMont-de-Marsan: mwa9kLo Mont
• mwa9sNérac: mwa9wNerac
• Oloron: mwa94Auloron /awluru/
• mwa-aOrthez: mwa-eOrtès
• mwa-mPau: mwa-qPau /paw/
• mwa-ySaint-Gaudens: mwa-cSent Gaudenç
• mwa-kSaint-Sever: mwa-oSent Sever
• mwa-wTarbes: mwa-0Tarba

Simboli

Le insegne della provincia della Guascogna, su Généralité d'Auch, sono descritte nella seguente maniera:

(francese)

«Écartelé d'azur au lion d'argent et de gueules à la gerbe de blé d'or liée d'azur.»

(italiano)

«Inquartato d'

azzurro

, al leone d'

argento

, e di

rosso

, al covone di grano d'oro legato di azzurro.

»

Si tratta di insegne moderne forse create dall'mwa-waraldo di mwa-0Luigi XIV per completare il suo mwa-4armoriale: una simile mancanza di simboli si deve al fatto che la provincia della Guascogna, contesa allo stesso della mwa-8Piccardia da diverse grandi casate, non aveva mai avuto un suo proprio segno distintivo. Questo è almeno ciò che viene proposto nell'armoriale "La France Héraldique" pubblicato dalla marca di caffè Sanka in una campagna pubblicitaria degli anni Trenta.cite-ref-her-31-0[30] Tuttavia, secondo lo storico Guilhem Pépin, mwbaqnessun documento ci permette di affermare che [tale stemma] sia esistito prima del Novecento.cite-ref-32[31] Nelle insegne apparivano altresì il leone rampante in bianco (in alto a sinistra e in basso a destra) su uno sfondo argentato e due covoni di paglia dorati in due rispettivi riquadri diversi su uno sfondo rosso (in alto a destra e in basso a sinistra).cite-ref-her-31-1[30]

Queste armi corrispondono alla mwba4circoscrizione francese dell'Ancien Régime esposta nel paragrafo storico. Quella versione della provincia della Guascogna non comprendeva né il Béarn né la Guyenne guascona, ma comprendeva le province basche di mwba8Labourd e mwbbaSoule.cite-ref-33[32]

I guasconi e la Guienna inglese

Durante le rivolte contro il potere centrale, i guasconi solevano mwbbcgridare mwbbgmwbbkGuienna! Guienna! (mwbboGuienne! Guienne!) e sventolavano, al fianco degli inglesi e in opposizione alla mwbbscroce di San Michele tipicamente adoperata dal re di Francia, lo mwbbwstendardo di San Giorgio.cite-ref-pep263281-34-0[33] Tratto in prestito nel maggio 1285 dalle navi di mwbceGenova che trasportavano i mwbcicrociati dal re d'Inghilterra mwbcmEdoardo durante il suo trionfo che celebrava la sua vittoria sul re mwbcqgallese mwbcuLlywelyn Gruffydd per denigrare la croce di Nuz, ritenuta di legno della mwbcyVera Croce ed esposta nell'mwbccAbbazia di Westminster tra le altre regalie dei vinti, lo stendardo di San Giorgio era diventato uno degli emblemi inglesi, in particolare per il "mwbcgPrincipe Nero", fin dalla costituzione nel 1348 dell'mwbckordine della Giarrettiera.cite-ref-pep263281-34-1[33]

La necessità di dotare i guasconi in quanto popolo di uno stemma che unisse i principali paesi dell'area guascona determinò la realizzazione secondo canoni creativi delle armi oggi adottate dai paesi baschi.cite-ref-auz-30-1[29]

L'Esquarterat

Un'altra bandiera alternativa della Guascogna è costituita dalla cosiddetta mwbdcEsquarterat. Essa corrisponde alle armi della vecchia provincia della Guascogna inserite in un unico stendardo, cioè lo stemma della Guascogna realizzato secondo lo stile tipico di una bandiera.cite-ref-35[34] A livello interpretativo, i leoni d'argento rampanti richiamano quelli riportati dalle insegne di vari comuni della Guascogna. I covoni con nove spighe di grano ricordano i nove popoli della Novempopulania, "antenata" della Guascogna.

Cultura

Lingue

La mwbeklingua regionale è il mwbeodialetto guascone (spesso indicato come béarnese nel Béarn), ma talvolta lo si definisce come mwbesoccitano-guascone, malgrado la correttezza di questa definizione sia stata messa in dubbio di recente.cite-ref-36[35] In alcuni studi è considerata una lingua mwbfaoccitano-romanza indipendente, forte dei suoi tratti atavici: la lingua guascone e la mwbfetoponomastica conservarono invero la traccia di un mwbfisostrato aquitano (antenato del basco).cite-ref-lod38-37-0[36] Dopo l'arrivo dei romani, il bilinguismo continuò per un lungo periodo, con l'uso del latino accademico e di un latino volgare diffusosi gradualmente durante i secoli dell'impero. Si distinguono diverse varietà di dialetto guascone, riassumibili grosso modo nelle varianti occidentali, orientali, settentrionali e meridionali.

Il guascone, che aveva ancora una vasta diffusione fino alla fine del XVIII secolo, ha sofferto, a partire dalla rivoluzione francese, un drastico ridimensionamento a favore del francese, ed oggi è usato, generalmente come seconda lingua, da un numero non quantificabile, ma limitato, di persone. Attualmente il guascone è riconosciuto come lingua coufficiale, accanto allo spagnolo e al catalano, solo in Spagna, nella comarca della valle d'Aran (Catalogna).cite-ref-lod38-37-1[36]

Letteratura

La letteratura locale è abbastanza ricca e indissolubilmente legata alla cultura dei mwbf4trovatori. Un periodo di grande spinta culturale si verificò nel XVI secolo, grazie alla ventata di novità sviluppatesi in contemporanea con la Riforma protestante. Il linguista e critico guascone mwbf8Pierre Bec ha definito il periodo dal 1550 al 1650 il "secolo d'oro della poesia guascone".cite-ref-38[37]

Musica

La tradizione del canto polifonico pirenaico è fortemente radicata in Guascogna, in particolare nel Béarn e nella mwbgyBigorre.

Economia

L'economia della Guascogna si snoda su diversi ambiti.cite-ref-rmg-6-9[6]

Agricoltura

Per quanto riguarda il settore primario, non possono tralasciarsi la mwbg8silvicoltura (mwbhalatifoglie e mwbhepini), la mwbhiviticoltura (mwbhmBordeaux, Gascogne e mwbhqArmagnac, Jurançon, ecc), la coltivazione dei cereali (mais, grano e orzo), dei mwbhulegumi e della frutta (specie nelle valli della Garonna e dell'Adour). Anche la zootecnia, specie con riferimento a ovini, bovini e pollame, fa la sua parte, così come la pesca sull'Atlantico e l'mwbhyostricoltura nel mwbhcbacino di Arcachon. Infine, si può citare l'industria alimentare.

Industria

In campo industriale si segnalano delle aziende dedite alla lavorazione del legname e alla realizzazione di imballaggi, l'industria chimica nel bacino di Pau e nella regione di Bordeaux e l'industria metallurgica attiva a mwbhoTarnos, mwbhsLannemezan e mwbhwSaint-André-de-Cubzac.

Nel settore degli idrocarburi si segnalano l'industria petrolchimica di mwbh4Lacq e petrolifera di mwbh8Parentis-en-Born, mentre, nel campo della produzione idroelettrica, varie sono le centrali attive nei Pirenei.

Turismo

Con riferimento al turismo, i principali siti che attirano francesi e stranieri riguardano località balneari della mwbiiCosta d'Argento, località termali, aree protette, punti di interesse culturale o religioso (su tutti mwbimLourdes) e stazioni sciistiche.

Note

Esplicative

cite-note-28nota 1. La a finale rappresenta una pronuncia variabile secondo le regioni: /a,e,o/, vocale mwbische non è accentuata.

Bibliografiche

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• mwbkcOccitania
• mwbksEuskal Herria
• mwbk0Armagnac

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Collegamenti esterni

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